Trama
Con “I Mastri”, De Michele continua a studiare il patrimonio materiale e immateriale
italiano attraverso un approccio antropologico. Dopo il cibo, ha perlustrato l’Italia per
dieci anni alla ricerca di artigiani sparsi nella penisola, raccontando la loro strenua
resistenza allo spirito del tempo che li vorrebbe prossimi all’estinzione. Sei Mastri
costruiscono i loro manufatti partendo dalla materia bruta: la terra, il legno, il vetro e
la pietra. La trasformano e la plasmano attraverso la forza degli elementi naturali:
acqua, fuoco e aria. Due alabastrai di Volterra, una giovane liutaia napoletana, dei
fabbricanti di pentole di argilla in Romagna, un costruttore di tamburi alle pendici del
Vesuvio, un ragazzo senegalese che impara a fare il vetro e Murano, un maestro
d’ascia veneziano. Il lavoro li porta a osservare il mondo che cambia, la chiusura delle
botteghe, la produzione in serie e la fine della trasmissione dei saperi. Tutto si
sintetizza in un’opera effimera e simbolica che ogni anno, da secoli, si costruisce con
legno potato a Novoli, in Salento. Metafora del mito di Sisifo, della pietra che si
continua a far salire nonostante tutto, perché i mastri, tenaci e orgogliosi, restano a
resistere alle intemperie e a difendere l’eternità delle loro conoscenze.
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